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lunedì 20 giugno 2016

Me

Vorrei amarmi di più, molto di più, ma ci vuole arte, talento.
Amare se stessi  non è come amare l'altro.
E non è vero che se non ami te stesso non puoi amare l'altro.
Ecco io sono controcorrente.
Ho bisogno dell'altro per amare me stessa, anche in un letto e sotto un paio di lenzuola.
Credo di essere anormale, spesso, sempre.

13 commenti:

carolina verzeletti ha detto...

Ummmm non credo che tu sia anormale...per esperienza so che in effetti quando si ama se stessi si ama meglio gli altri,che esiste l'amore e il bisogno d'amore separati da una sottile linea ma che fa una grande differenza.
Un abbraccio

Nair ha detto...

Non è semplice amarsi. Bisogna avere il coraggio di scavare a fondo, nella profondità del nostro animo e della nostra mente... e provare tenerezza per ciò che troviamo.
Ciao. Un sorriso :-)

Apprendista Nocchiero ha detto...

Amare se stessi è una fra le cose più difficili da realizzare.
Quando però ci si riessce, il risultato va al di là delle aspettative.

Tra cenere e terra ha detto...

Seguirò i tuoi pensieri in divenire ;)

Daoist ha detto...

Che dire? Tutti abbiamo bisogno dell'altro-altra; tuttavia a volte riflettere su se stessi, può contenere la chiave alla soluzione del problema "il bisogno dell'altro-altra". Penso all'insegnamento di Lao-Tzu (sommo maestro taoista) che sicuramente conoscerai "Conoscere gli altri è importante, saggio; conoscere se stessi si è la chiave per l'illuminazione"


Ciao.

Nina ha detto...

@tu ci credi davvero Carolina?

@Nair amarsi è accettarsi, io in fondo ci sino stata, e non è semplice

@ti aspetto Tra cenere e terra

@Daoist si Lao ha ragione, io credo che solo attraverso l'altro sperimentiamo profondamente noi stessi. Ciò che è saggio appunto potrebbe portare l'illuminazione... Ci vuole anche una buona cose di fortuna oltre che di apertura mentale però.

Nina ha detto...

Dose di fortuna volevo scrivere.

carolina verzeletti ha detto...

Sì Nina ci credo.Buona giornata :-))

enzo ha detto...

Innanzitutto devo dirti che è bello sentirsi accolti da questo tuo incipit sulla finestra dei commenti: basterebbe già a illuminare una giornata e magari dopo solo un semplice ciao.
Nair dice la cosa più vera, bisogna avere sincerità, pietà, comprensione, misura e intelletto per amarsi e quindi amare. Molti chiamano amore una cosa che è lontana anni luce da quel sentimento, tu non sei anormale, desideri un sentimento speciale cui tutti abbiamo diritto ma che è raro si presenti più di un paio di volte nella vita.

carlo Klimt ha detto...

Ciao Nina! Scusa il ritardo con il quale scopro la tua scrittura e i tuoi pensieri. Esco da un periodo caotico e finalmente ritrovo la mia scrittura, il mio blog e soprattutto, la condivisione con anime affini. Volevo ringraziarti intanto per esserti affacciata sul mio"mare" http://curiosidelmare.blogspot.com.
Buona giornata e un caro saluto.
Carlo

carlo Klimt ha detto...

Amarsi e amare sono due situazioni collegate a filo doppio. Se non ti ami, se non hai cura di te, se non conosci le mille sfaccettature del sentire, del sentirsi(dell'ascoltarsi nel profondo), se non ti sei abituato col tempo al tuo essere, come é possibile amare un altro essere, un'altra persona, il suo universo?
Non é un caso che chi ha grandi difficoltá nella vita affettiva e sentimentale siano le persone che non si sono sentite amate da bambini e quelle che non hanno maturato una certa autostima verso la propria persona. Non sei d'accordo su questa lettura?

Nina ha detto...

Per me amare e amarsi sono scollegati, a volte, ovviamente non sempre. Io riesco ad amare tanto senza amare tanto me stesso.
Decisamente sono eccezioni alla regola.

UnUomo.InCammino ha detto...

Brutalmente semplifichiamo la questione a

Amare se stessi = Autostima

Non puoi amare altri se non ami te stessa, semplicemente perché confonderai "l'altro soddisfa le mie (co)dipendenze, io sto meglio, col "mi ama quindi mi amo" che è sbagliato.
Se l'altro va via, crolla tutto. Direi che proprio non va bene.
Questo vale anche per il sesso. Alcune persone usano il sesso proprio come fuga da uno stato problematico e questo, non di rado, acuisce il problema.